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Stammtisch Europa

🇪🇺 Am heutigen Europatag beginnt die “Konferenz zur Zukunft Europas”. In diesem Zuge haben wir uns als überparteiliche Gruppe zusammengefunden und lancieren eine Veranstaltungsreihe zur Einbeziehung junger Menschen in der Gestaltung von Europas Zukunft.

👥 Im Sommer und darüber hinaus bieten wir eine Plattform für Diskussion und Austausch zur Entwicklung Europas. Gerade für junge Menschen sind Europäische Errungenschaften wie die Bewegungsfreiheit und das Recht auf Vielfalt besonders wichtig. Allerdings gibt es noch immer viel zu tun!

🗣 Aus diesem Grund wollen wir die Südtiroler Jugend zu Wort kommen lassen und gemeinsam neue Wege für Europa beschreiten. Konkretes zu den Veranstaltungen gibt es in Kürze!

💪 In der Zwischenzeit noch einen schönen Europatag und bis bald!

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Oggi è la Giornata dell’Europa, inizia la “Conferenza sul futuro dell’Europa”. A questo proposito ci siamo riuniti come gruppi politici giovanili al di là degli schieramenti per lanciare una serie di eventi per coinvolgere i giovani nel definire le priorità per il futuro dell’Europa.

👥 In estate e fino all’autunno, proponiamo una piattaforma di discussione e scambio sullo sviluppo dell’Europa. Per i giovani in particolare, le conquiste europee come la libertà di movimento e la valorizzazione delle diversità sono fattori particolarmente importanti. Tuttavia, c’è ancora molto da fare!

🗣 Per questo motivo, vogliamo permettere ai giovani altoatesini di dire la loro e aprire insieme una nuova strada per l’Europa. Presto vi aggiorneremo con informazioni più dettagliate sugli eventi in programma!

💪 Nel frattempo, buona Giornata dell’Europa e a presto!

Se vuoi partecipare anche te vieni nel gruppo telegram https://t.me/StammtischEuropa

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Politica

Non tagliate il futuro

Gli studenti universitari come me sono una minoranza e nessuno ci ascolta.

Non basta che in Italia il tasso di laureati sia il più basso d’Europa, non basta che ogni anno decine di migliaia di neolaureati emigrino, non basta che come tutte le altre categorie siamo stati colpiti duramente dalla pandemia, in aggiunta ho letto che si vuole tagliare le borse di studio per il merito. 

Non è una questione per chi sarebbe potuto essere beneficiario, perché tocca tutti noi che ogni giorno studiamo, ci impegnamo e facciamo sacrifici per dare in futuro un contributo importante alla società.

Poche voci si sono alzate a favore degli universitari, una sola ad agosto, quella di uno studente, mio compagno di scuola, che chiedeva aule studio dove poter studiare, perché l’università e biblioteche erano chiuse e nessuno ha mai accennato in una riapertura.

Tagliare le borse di merito è irrilevante per le finanze pubbliche (circa 150.000 euro su un bilancio di circa 6 miliardi), ma sancisce un duro colpo agli studenti e al nostro impegno. Non limita gli studenti ad accedere agli studi, per quello c’è la borsa basata sul reddito, ma è un chiaro messaggio che se tanto si deve tagliare qualcosa tagliamo il merito.

A onor del vero bisogna riconoscere che Unibz aveva ridotto le tasse universitarie per via del Covid, ma oggi con questa operazione si retrocede a “non utile” una misura che premia le nostre eccellenze.

Diamo maggiore spazio alle menti che un giorno cureranno malattie, gestiranno imprese, educheranno le future generazioni e porteranno gli esseri umani su Marte. Non tagliate il nostro futuro.

Per fortuna più ultimi in Europa come tasso di laureati non si può scendere.

Mi rivolgo quindi al Presidente delle Provincia di riconsiderare questa misura e rispondere a questo nostro appello.

#ArnoRispondi

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Europa Politica

Il futuro dell’Europa

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il covid-19

Dopo che l’ondata sovranista sembra essersi arrestata alle elezioni europee del 2019, la presidente della Commissione Europea, Ursula von den Leyen ha lanciato una proposta, inizialmente ideata dal presidente francese Emmanuel Macron, di estensiva riforma dei trattati, soprannominata Conferenza per il futuro dell’Europa, CoFe in breve.

Il suo obiettivo è aprire un nuovo capitolo della storia dell’unione europea, nel quale si vuole di dare centralità alla voce dei cittadini. 

La riforma vuole cambiare l’ottica funzionalista che ha sempre caratterizzato l’integrazione europea, quindi come funziona l’Unione Europea e quali competenze esercita, attraverso una nuova  ottica istituzionalista quindi cos’è l’Unione Europea e cosa può diventare.

Nel disegno iniziale della Conferenza venivano presentati 3 momenti importanti: 

  • Il primo era la creazione di assemblee cittadine in tutta Europa per ampliare la partecipazione dei cittadini, 
  • il secondo era la creazione di eventi di cadenza trimestrale, ognuno con un argomento tematico specifico per una durata di 2 anni, 
  • e il terzo era la garanzia della più ampia partecipazione possibile all’assemblea plenaria a Bruxelles. 

Si volevano infatti invitare i rappresentanti dei parlamenti nazionali, il Parlamento europeo, i governi nazionali e la Commissione Europea.

Di fronte all’entusiasmo iniziale che prevedeva l’inizio della COFE il 9 maggio 2020, festa dell’europa, tutto cambiò con lo scoppio della pandemia di Covid 19, che ha causato la recessione dell’intera economia globale e portato con sé un clima di sfiducia nella cooperazione europea e internazionale, alla quale i governi hanno preferito una risposta nazionale e antisolidale. 

Dopo la prima ondata l’UE aveva risposto con un pacchetto straordinario di investimenti chiamato Next Generation EU, mentre l’iniziativa della COFE rimaneva ferma a prendere polvere.

Durante il semestre della presidenza tedesca, Angela Merkel aveva fissato come obiettivo la ripianificazione della Conferenza. Dopo diversi dibattiti si è dovuti passare a una portata ridotta della Conferenza con obiettivi principali di ascolto della cittadinanza e riforma solo della legge elettorale. Inoltre è sopraggiunto un nodo sulla governance ovvero su quale istituzione dovesse presiedere la conferenza se Commissione, Parlamento o Consiglio generando un’impasse e congelando la situazione fino alla fine del 2020.

Con l’avvento della nuova presidenza portoghese, il 10 marzo dopo un incontro con il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e il Premier portoghese Antonio Costa si è deciso di dare una svolta proponendo l’idea di una piattaforma digitale multilingue per accogliere i diversi eventi negli Stati membri e consentire discussioni e dibattiti con il coinvolgimento dei cittadini online. I temi proposti saranno:  la salute, i cambiamenti climatici, l’equità sociale, la trasformazione digitale, il ruolo dell’UE nel mondo e il rafforzamento dei processi democratici che governano l’UE.

La data iniziale della conferenza è quindi annunciata al 9 maggio 2021, mentre la durata sarà di un solo anno.

Riuscirà la Conferenza ad essere un vero spazio di partecipazione dei cittadini per poi generare una riforma in tutta Europa? Si vedrà solo seguendo l’intera Conferenza.

Ci vediamo il 9 maggio

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Cultura Politica

Il ciclo mestruale non è un lusso

Il Comune di Bolzano abolisca l’IVA sui prodotti mestruali

Sono due le richieste contenute in una mozione dei consiglieri comunali del Team K appena depositata: applicare nelle farmacie comunali uno sconto pari all’importo dell’IVA sui prodotti mestruali e istituire un fondo per la distribuzione gratuita di tali prodotti alle donne in difficoltà economica.

Si stima infatti che una donna, nell’arco della propria vita, affronti circa 500 cicli mestruali e prevedendo un utilizzo medio di 4 assorbenti al giorno, si ottiene un consumo medio di 10 mila assorbenti nell’intero arco di vita e una spesa di circa 2.000 euro solo per assorbenti. 

“È lampante che non si tratta di una spesa volontaria, ma obbligata e necessaria, che grava solo sulle donne ed è un esempio di disuguaglianza economica di genere”, sostiene il consigliere Matthias Cologna. “Inoltre, i prodotti per il ciclo mestruale, nonostante costituiscano un bene primario, sono sottoposti all’aliquota IVA massima del 22%”.

Per questo già altri Comuni come quello di Pontassieve (FI) hanno messo in pratica politiche attive volta a ridurre le disuguaglianze economiche di genere, praticando nelle proprie farmacie comunali sui prodotti mestruali uno sconto pari all’IVA per ridurre l’esborso per l’acquisto di tali prodotti. “Un modello da replicare anche a Bolzano, spero proprio in un ampio sostegno in Consiglio comunale”, si augura Cologna.

Correlata è la tematica della povertà mestruale, come spiega Franziska Weinreich del PSI: “Si tratta di donne in difficoltà economica, impossibilitate a permettersi assorbenti e altri prodotti sanitari indispensabili a causa del proprio reddito basso”. Per questo il consigliere Cologna, assieme ad altri giovani della coalizione Team K-PSI-Volt, ha aderito alla campagna (https://bit.ly/3rlMMze) promossa dal Infocafé femminista di Merano per la raccolta di prodotti mestruali per donne in difficoltà economica, donandone alcuni presso i punti di raccolta: la speranza è in un’ampia partecipazione della cittadinanza.

Nela foto da sx: il consigliere comunale Matthias Cologna (Team K) con Filippo Badolato (Volt) e Jess Delves (PSI) al momento della consegna dei prodotti mestruali presso lo spazio 77 in via Dalmazia 77

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Politica

Il commissariamento etnico: Merano e il dramma proporzionale

Perché un comune viene commissariato? Ci sono vari motivi tra cui infiltrazioni mafiose, caduta della giunta, non raggiungimento del quorum, ma solo in Alto Adige può avvenire per una divisione etnica.

Punto primo: le regole del gioco elettorale

Mi spiego: in Alto Adige, una delle due province autonome di una regione a statuto speciale una regione a statuto speciale, vige una la legge elettorale che inserisce la quota etnica. Questa prevede dei posti assegnati nella giunta comunale a prescindere dai risultati del consiglio comunale. 

Un altro unicum altoatesino è la legge proporzionale per il consiglio e maggioritario (Majority rule, ovvero 50%+1) per il sindaco. Nel resto d’Italia è invece maggioritario (50%+1) con premio di maggioranza per il consiglio comunale. In sostanza, serve che il sindaco vincente al ballottaggio “crei” una maggioranza di governo per poi ricevere la fiducia 30 giorni dal voto.

Ci troviamo di fronte ad una doppia complicazione che tocca i comuni altoatesini sopra i 15 mila abitanti, che hanno la composizione linguistica che gioca un ruolo importante sulla governabilità del comune). Gli attori partitici possono perseguire una strategia politica sotto il profilo etnico come partito di rappresentanza di un gruppo linguistico, oppure sul profilo ideologico, quindi cdx o csx.  A pesare molto è il primo caso, come vedremo più avanti.

L’esempio bolzanino

Questa volta a fare la differenza a Bolzano è stato invece il secondo caso: due candidati molto forti a capo di schieramenti di csx, Caramaschi, e cdx, Zanin, che hanno pesato circa il 70% sul voto totale. Vincendo il ballottaggio Caramaschi è riuscito a ottenere la maggioranza, che avrebbe comunque potuto ottenenere anche Zanin, nonostante la SVP avesse appoggiato Caramaschi. Si può commentare che Caramaschi abbia battuto il rivale anche grazie al supporto del partito sudtirolese. Nel capoluogo il supporto del SVP è fondamentalmente imprescindibile.

Invece a Merano?

A Merano è stata decisiviva la componente etnica con la presenza al ballottaggio di un candidato unitario del gruppo linguistico italiano, Dal Medico, che ha sfidato il candidato “interetnico” Rösch, con terzo escluso il candidato della SVP, per la prima volta escluso dal ballottaggio. A Merano la componente etnico-linguistica è molto rilevante per il fatto che le due comunità corrispondono rispettivamente al 50% della popolazione.

Con la vittoria risicata vittoria di Rösch (vittoria al cd. Rösch finale!, se si vuole usare la metafora delle corse di cavalli) si prospettava una complicata gestazione per la giunta. Le alternative, seppur fattibili, dovevano tutte rispettare il gioco della negoziazione politica quindi rispondere alla magica conta dei numeri.  

I “cavalli” che Rösch doveva prendere in considerazione erano i Verdi (la sua lista, 8 consiglieri), il Team K (1) e la sinistra ecosociale (1), con l’aggiunta il PD (2), che lo avevano supportato al secondo turno. Il totale risultava 12 consiglieri quindi il sindaco uscente doveva per forza includere gli schieramenti del secondo candidato, Dal Medico con due liste civiche centriste di raccolta del gruppo linguistico italiano con 8 consiglieri, e del SVP, di raccolta del voto tedesco, con 8 consiglieri.  

Una proposta sarebbe stata quindi un governo supportato da 24 consiglieri (senza PD) con 4 assessori di madrelingua italiana e 3 tedesca. Questa soluzione avrebbe tuttavia reso Rösch molto debole in termini di spazio di manovra. Un’altra possibilità prevedeva l’esclusione della SVP (20 consiglieri). Quest’ultima è stata bocciata proprio dalle civiche, secondo cui andava perseguita l’alleanza “etnica” con la SVP, quindi a un governo dove governavano italiani e tedeschi assieme, senza scardinare le logiche di separazione etnica.

In un’elezione con il premio di maggioranza Merano avrebbe potuto godere di una certa stabilità politica, ma tutto si è concluso con un commissariamento. In questo senso la legge elettorale consolida un primato della dimensione etnica in politica.

Chi decide le regole del gioco?

Perché esiste questa legge elettorale? Come ha commentato qualche giorno fa il costituzionalista Francesco Palermo “La legge elettorale agevola le prassi [dello strapotere della SVP]. Per il semplice motivo aritmetico per cui, dovendosi la maggioranza costituire in consiglio indipendentemente da chi sia il sindaco eletto, i partiti più rappresentativi hanno un peso maggiore. Quindi nei rari casi in cui la SVP non sia al governo (anche qualche lista civica in realtà è una costola della SVP) il suo potere di veto è molto più ampio di quello di qualsiasi altra lista.” (link articolo) 

In questi termini la prospettiva etnica prevarrà per il semplice fatto che chi governa la provincia può dettare le regole, più o meno quando chi è il proprietario della palla dice quando al campetto è gol o no. 

Solo che io mi chiedo, esiste il VAR in tutta Italia, perché non lo possiamo usare anche noi?

Il cavallo che risulta primo, non può festeggiare perché gli altri lo frenano. Di chi è la colpa del commissariamento?