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Il futuro dell’Europa

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il covid-19

Dopo che l’ondata sovranista sembra essersi arrestata alle elezioni europee del 2019, la presidente della Commissione Europea, Ursula von den Leyen ha lanciato una proposta, inizialmente ideata dal presidente francese Emmanuel Macron, di estensiva riforma dei trattati, soprannominata Conferenza per il futuro dell’Europa, CoFe in breve.

Il suo obiettivo è aprire un nuovo capitolo della storia dell’unione europea, nel quale si vuole di dare centralità alla voce dei cittadini. 

La riforma vuole cambiare l’ottica funzionalista che ha sempre caratterizzato l’integrazione europea, quindi come funziona l’Unione Europea e quali competenze esercita, attraverso una nuova  ottica istituzionalista quindi cos’è l’Unione Europea e cosa può diventare.

Nel disegno iniziale della Conferenza venivano presentati 3 momenti importanti: 

  • Il primo era la creazione di assemblee cittadine in tutta Europa per ampliare la partecipazione dei cittadini, 
  • il secondo era la creazione di eventi di cadenza trimestrale, ognuno con un argomento tematico specifico per una durata di 2 anni, 
  • e il terzo era la garanzia della più ampia partecipazione possibile all’assemblea plenaria a Bruxelles. 

Si volevano infatti invitare i rappresentanti dei parlamenti nazionali, il Parlamento europeo, i governi nazionali e la Commissione Europea.

Di fronte all’entusiasmo iniziale che prevedeva l’inizio della COFE il 9 maggio 2020, festa dell’europa, tutto cambiò con lo scoppio della pandemia di Covid 19, che ha causato la recessione dell’intera economia globale e portato con sé un clima di sfiducia nella cooperazione europea e internazionale, alla quale i governi hanno preferito una risposta nazionale e antisolidale. 

Dopo la prima ondata l’UE aveva risposto con un pacchetto straordinario di investimenti chiamato Next Generation EU, mentre l’iniziativa della COFE rimaneva ferma a prendere polvere.

Durante il semestre della presidenza tedesca, Angela Merkel aveva fissato come obiettivo la ripianificazione della Conferenza. Dopo diversi dibattiti si è dovuti passare a una portata ridotta della Conferenza con obiettivi principali di ascolto della cittadinanza e riforma solo della legge elettorale. Inoltre è sopraggiunto un nodo sulla governance ovvero su quale istituzione dovesse presiedere la conferenza se Commissione, Parlamento o Consiglio generando un’impasse e congelando la situazione fino alla fine del 2020.

Con l’avvento della nuova presidenza portoghese, il 10 marzo dopo un incontro con il Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e il Premier portoghese Antonio Costa si è deciso di dare una svolta proponendo l’idea di una piattaforma digitale multilingue per accogliere i diversi eventi negli Stati membri e consentire discussioni e dibattiti con il coinvolgimento dei cittadini online. I temi proposti saranno:  la salute, i cambiamenti climatici, l’equità sociale, la trasformazione digitale, il ruolo dell’UE nel mondo e il rafforzamento dei processi democratici che governano l’UE.

La data iniziale della conferenza è quindi annunciata al 9 maggio 2021, mentre la durata sarà di un solo anno.

Riuscirà la Conferenza ad essere un vero spazio di partecipazione dei cittadini per poi generare una riforma in tutta Europa? Si vedrà solo seguendo l’intera Conferenza.

Ci vediamo il 9 maggio